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Sabato 26 Marzo 2011 18:48 |
I ragazzi di Caile, in una partita fortemente condizionata dall’arbitro, viene sconfitta in casa per 3-1 e termina al quarto posto, ma la società ha annunciato un preavviso di reclamo. Ecco il perché…
Cornedo – Era il big match dell’ultima giornata di regular season del Campionato Juniores Elite, ed il Real Cornedo è stato sconfitto per 3-1 dal Venezia al termine di una partita strana, fortemente condizionata da un arbitraggio non all’altezza, di cui parleremo a parte. Con questo risultato, la squadra di Caile chiude al quarto posto la stagione regolare, e dovrebbe incontrare in semifinale la Fenice di Mestre complice la vittoria dell’Arzignano con l’Altamarca. E’ stata una partita molto intensa, visto il valore di entrambe le contendenti, due realtà consolidate del futsal veneto.
Ha prevalso la squadra ospite, all’intervallo in vantaggio per 2-0 (gol di Senese e Secchieri), e poi vincitrice per 3-1 nella ripresa (reti di D’Aloisio e Alberto Gonzato), ma la partita è stata fortemente condizionata dalla decisione del suddetto direttore di gara di impedire parzialmente al nostro tesserato Renè Sbicego, componente della suddetta formazione Juniores, della Prima Squadra di Serie C1 e della Rappresentativa Regionale Veneta di partecipare regolarmente alla partita perché, nonostante fosse coperto da cerotto come da regolamento, portava un piercing fisso nel lobo interno dell’orecchio sinistro di ridottissime misure. Ci preme porre tutto ciò che è accaduto, passo per passo, in modo da essere il più chiari e limpidi possibile, per far capire come il giocatore quest’anno abbia disputato circa 50 partite ufficiali senza mai riscontrare problemi di alcuna natura.
1) Il direttore di gara effettuava l’appello pre-gara, vedendo che al giocatore veniva posto sopra il piercing un normale cerotto, e gli consentiva di iniziare la partita.
2) Dopo cinque minuti di gioco effettivo, lo stesso direttore di gara esortava l’atleta a lasciare il terreno di gioco perché a suo modo di vedere la protezione adottata (la stessa già visionata durante l’appello pre-gara) non era adatta, e gli intimava di togliere il piercing pena l’esclusione dalla partita. E’ giusto specificare che il piercing adottato dal ragazzo è fissato staticamente nelle pelle ed è impossibile da togliere se non chirurgicamente.
3) Dopo ripetute lamentele dei dirigenti di casa sospendeva in un primo momento la partita richiamando i dirigenti responsabili delle due squadre, e chiedendo loro se si assumessero la responsabilità di far prendere parte il giocatore alla gara. Da parte di entrambe le società non veniva dimostrato nessun problema a permettere al giocatore di proseguire la partita.
4) Nonostante l’assenso delle due società a proseguire l’incontro, il direttore di gara si allontanava dal terreno di gioco ed, entrato nel suo spogliatoio, telefonava ad un proprio responsabile federale per chiedere delucidazioni in merito dal punto di vista regolamentare.
5) Rientrato in campo dopo circa dieci minuti spiegava ai dirigenti responsabili che il giocatore avrebbe dovuto effettuare un bendaggio protettivo a copertura dell’intero orecchio. Solo dopo l’intervento dello staff medico della società di casa, e previa sua verifica dell’effettiva efficacia del bendaggio, permetteva al giocatore di tornare in campo e di riprendere il gioco dopo circa 20 minuti di interruzione.
Non ci era mai capitato di vedere nulla del genere in tanti anni di attività sportiva, e ci sembra corretto porre all’attenzione generale quello che è successo. Non si vuole sminuire la forza del Venezia C5, ne tantomeno metterne in discussione la sportività, anzi, auguriamo alla società grandi soddisfazioni presenti e future, complimentandoci anche per la promozione in Serie A, ma vogliamo solo sottolineare come una giornata di sport e spettacolo sia stata rovinata da un direttore di gara che ne ha impedito un regolare svolgimento.
Ufficio Comunicazione ASD Real Cornedo www.cornedocalcioa5.com
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