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Sabato 16 Gennaio 2010 22:23 |
Il Cornedo ha vinto la Coppa Italia (del Veneto) di calcio a 5. Anzi, no. Battere gli All Blacks Chioggia nella finale di Bassano non è servito a niente. È stato infatti accolto il reclamo contro il tesseramento non regolare di Ognjen Kokorovic e così il trofeo finisce nelle mani dei veneziani. Sin qui sembrerebbe la solita storia di carte sbagliate e di dirigenti pasticcioni. Ma le cose, questa volta, sembrano davvero diverse. Ed Emanuele Gonzato, “anima” del Cornedo calcio a 5, non ci sta. «È una vicenda tragicomica, che mi fa venir voglia di lasciare questo sport di poveracci».
Parole dure. Ma perchè Gonzato se la prende così? «La questione - risponde - va raccontata nel dettaglio. Premetto che Kokorovic, prima di venire da noi, ha giocato alcune partite a Grado, in serie B. Quando il giocatore è passato al Cornedo, il Grado ha mandato la lista firmata e timbrata. E noi l’abbiamo girata al Comitato veneto, che doveva ratificare il trasferimento». Tutto a posto? No. E Natale s’avvicina. «Il 23 dicembre - riprende Gonzato - dalla Figc veneta arriva la comunicazione che Kokorovic risulta svincolato da luglio. Quindi o il Grado ha sbagliato il tesseramento o proprio non l’ha fatto. E allora, il 28, noi abbiamo spedito a Marghera tutta la documentazione relativa all’aggiornamento della posizione del giocatore». Dovrebbe bastare. «E invece no. Il 4, il 5 e il 7 gennaio abbiamo sollecitato la Figc. Il 9 mio fratello Mauro ha telefonato e si è sentito respondere che le carte erano a posto e che sarebbe stato fatto il possibile. Credevamo bastasse e qui abbiamo sbagliato. Avremmo dovuto attendere delle certezze: forse siamo stati superficiali, ma di sicuro non volevamo imbrogliare nessuno». Intanto si gioca la finale e il Cornedo vince. «E dopo la partita - racconta con amarezza Gonzato - abbiamo fatto festa con i nostri amici di Chioggia. C’erano ex, ci sono ottimi rapporti con i dirigenti... E il giorno dopo arriva il preannuncio di reclamo... ». Gonzato, insomma, c’è rimasto male. L’errore è stato commesso in buona fede. E sorge un dubbio. «Io mi chiedo come i dirigenti del Chioggia potessero conoscere la posizione di Kokorovic. Chissà, avranno una sfera di cristallo... C’erano anche quattro loro giocatori non inseriti nel database della Figc, ma siccome erano italiani la loro posizione è stata regolarizzata. Ma non voglio perdermi dietro a questi cavilli. Io dico solo che fra amici queste cose non si fanno. Un grande dirigente come il compianto Ticli non avrebbe mai presentato ricorso per vincere un trofeo perso sul campo. Che devo dire... Bravi, grandi complimenti e auguri per il prosieguo della manifestazione».
Da Il Giornale di Vicenza
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